Progetto Internazionale Papa Alessandro IV

I primi tentativi di ricerca della salma del Pontifiice

I  TENTATIVI  PRECEDENTI  DI  RICERCA  DELLA TOMBA  DI  PAPA  ALESSANDRO  IV.


1355 – “…l’arciprete Daniele Angeli riceve una visita da parte del governatore generale dei Disciplinati, da mettere forse in relazione con la scomparsa delle spoglie di Alessandro IV e del suo sepolcro.” (Signorelli, 1962, pg 66).

 

1568 - il Vescovo Cardinale Gambara avviò il restauro della Cattedrale. Nel 1569 il  lavoro fu affidato a Ludovico da Cortona, progettista del restauro. Per questi lavori, Papa Pio V, autorizzò la demolizione di tombe, arche e mausolei che si fossero trovati al centro del tempio; autorizzazione originariamente disposta da Pio IV. Sembra che con questo atto con i detriti di demolizione siano stati rimosse anche molte parti del monumento temporaneo di Alessandro IV, all'interno del quale non si è trovata la bara.
(SIGNORELLI, 1962, pg 106).

 

1683 - è eletto un nuovo Vescovo, il Cardinale Urbano Sacchetti. Poco dopo il suo arrivo egli ingrandì il coro, distruggendo le mura che affiancavano l'abside maggiore. Su istanza del Papebroch si fecero ricerche per "ritrovare" la tomba di Alessandro IV, ammettendosi così ufficialmente l’occultamento dopo la sua morte, ma, dice Signorelli, partendo da presupposti errati, i lavori non furono ricompensati con il ritrovamento.  (SIGNORELLI, 1962, pg 138).

 

1773 - si fece un altro tentativo di localizzare i resti di Alessandro IV "nella Cappella del fonte battesimale." (SIGNORELLI, 1962, pg 150).

 

 

1877-1878 - su iniziativa del vescovo Serafini, il Capitolo, procedette al restauro della Cattedrale. Si fecero nuovi tentativi per trovare la tomba di Alessandro IV, ma inutilmente. Si trovarono solo resti di un edificio romano d’età imperiale. (Signorelli, 1962, pg 166)


1886 - fu concesso il permesso al Conte Cav. Francesco Cristofori di scavare per trovare i resti di Alessandro IV. Ennesimo inutile tentativo. Esiste una lista di spesa, sia per la ricerca della tomba di Alessandro IV che per il trasferimento della tomba di Giovanni XXI. (SIGNORELLI, 1962, pg 167).

Dei lavori relativi trasferimento della tomba di Giovanni XXI e gli scavi per ritrovare la tomba di Alessandro IV si trovano alcune informazioni nel manoscritto aggiunto al libro “Istoria della Città di Viterbo” di Feliciano Bussi, stampato nel 1762, dove è ricordato, da parte di un autore sconosciuto, che solo sappiamo essere un camerlengo del Duomo, che lo scavo era stato fatto nella cappella di Giovanni Battista a profondità di qualche metro in cui non si trovarono altro che avanzi di marmi e una cassa marmorea d’origine pagana …; all’interno di questa vi erano i resti di un fanciullo o fanciulla di pochi anni.


1898 – nel manoscritto aggiunto al libro “Istoria della Città di Viterbo” di Feliciano Bussi, stampato nel 1762, di un autore sconosciuto, che solo sappiamo essere un camerlengo del Duomo, è registrato che molto sotto l’altare fu trovata una lastra di peperino con una incassatura di persona giacente e con traccia di figura, forse elaborata in mosaico. Furono trovati: un frammento di iscrizione in peperino, probabilmente del X secolo; molti marmi di monumenti sepolcrali, lateralmente incastrarti nell´abside, sorretta da due colonnine gotiche una lastra scritta, in carattere del XIII secolo, in cui si parla di un cantore o cappellano papale; una cassa di travertino forata sul fianco, con coperchio anch’esso forato e fissato con quattro perni di ferro impiombati, che si ritiene essere una cassa che doveva contenere sacre reliquie, in seguito tolte; una colonnina di marmo cipollino, poi messa nell’aula capitolare; tanti altri avanzi di marmi antichi. Per mancanza dei fondi si fermarono i lavori. Il luogo degli scavi non fu riempito ma chiuso lasciando una apertura con imposta di legno per potervi accedere.

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